11 giugno 2009

Villa di Maser: quando il genio non è solo Palladio

Villa di Maser - arch. Andrea Palladio (1508-80)Mauro Pasquali
Raccontare di una degustazione fatta all'ombra di colonne palladiane e a due passi da uno straordinario ciclo di affreschi di Paolo Veronese, è al tempo stesso emozionante (la stessa emozione provata entrando nella villa e varcandone la soglia) e stimolante.
Villa di Maser. A Maser, Treviso.
È difficile staccare gli occhi dalle armonie dell'architettura della villa, questo straordinario complesso nato, come quasi tutte le ville palladiane, per il governo ed il controllo del territorio circostante. Questa villa con una forma che sembra voler avvolgere la campagna circostante, posta com'è sul fianco di un dolce rilievo collinare e che allarga le sue ali, quasi come braccia che si protendono a voler proteggere la campagna.
Ma non dobbiamo dimenticare che il genio di Andrea Palladio aveva concepito la villa come luogo di lavoro e di ricovero degli attrezzi e dei prodotti. Ecco quindi che, fino a metà del XIX secolo l'uva veniva lavorata e conservata nelle barchesse e nei locali della villa, fino a quando fu costruita l'attuale cantina, anch'essa frutto, qualche secolo dopo della genialità minore, ma non per questo da disprezzare, non solo dello sconosciuto progettista ma, anche, di coloro che suggerirono gli accorgimenti tecnici per favorire il lavoro dei vignaioli e dei cantinieri. Geniale è la costruzione, distribuita sui tre livelli di cui si compone la cantina e che permettono di tenere separati i materiali e le attrezzature, riposte al primo piano, dalle uve in lavorazione e dai mosti che trovano la collocazione ottimale al piano terra, dal vino che trova l'ambiente ideale per la sua conservazione e affinamento nella cantina sotterranea.
Entrare nella zona di affinamento del vino dà un colpo d'occhio straordinario: per tutta la lunghezza botti storiche ancora in uso e barriques che riposano nel silenzio e nella penombra del locale.
Ma torniamo all'esterno, ammirando i vigneti curati come giardini, tutti rigorosamente allevati a guyot, nella spasmodica ricerca della qualità da ottenere già in vigna, con una resa molto bassa per pianta. Ma questo, ovviamente, non basta. E' necessario selezionare l'uva e raccogliere solo quella al giusto punto di maturazione, anche a costo di lasciare sulla pianta i grappoli non pronti o imperfetti, cosa che getta nello sgomento i vecchi vignaioli, abituati a raccogliere tutto, fino all'ultimo acino, memori di anni di difficoltà economica e carestie. Ma tant'è: la scelta che Diamante e Vittorio, gli attuali proprietari ed artefici della decisa virata verso la qualità di Villa Maser, è irreversibile e decisa: qualità, qualità e, ancora, qualità.
Ci spostiamo per provare alcuni dei prodotti di Villa di Maser quasi a malincuore, tanta è l'armonia che le proporzioni dell'architettura palladiana ci hanno donato. Ma le sorprese non terminano qui: ben lontani, almeno qui a Villa di Maser, i tempi di una produzione banale e scontata.
Prosecco Montello e Colli Asolani 2006
Il vino è più che interessante e detto da me, che non amo particolarmente la tipologia, credo possa essere preso per un complimento. Il motivo è presto detto: è un prosecco non prosecco, a partire dalla raccolta delle uve, che avviene molto tardi, quando tutti gli altri produttori hanno ormai finito e il loro vino ha già iniziato a fermentare, per proseguire con una fermentazione in acciaio lunga lunga, oltre tre mesi, quasi quattro. Non bastasse ciò, il vino viene messo in vendita un anno dopo gli altri, dopo un lungo periodo di affinamento in bottiglia. E il risultato si sente: una struttura che non sospetteresti in un prosecco e una notevole lunghezza gustativa che fanno da contorno ad una complessità insospettata. Insomma un prosecco da provare, soprattutto da parte di chi, come me, non ama il genere.
Due beati faccini: :-) :-)
Colli Trevigiani Manzoni Bianco 2007
Non si fa fatica a pensare che, quando il professor Manzoni a metà degli anni '30 selezionò l'incrocio denominato 6.0.13, facendo accoppiare, mi si passi il termine, pinot bianco e riesling renano, aveva in mente di ottenere un vino proprio come questo. Il figlio di questo matrimonio non avrebbe potuto essere più degno di genitori così nobili: un vino fortemente caratterizzato dall'aromaticità del riesling e che dona al naso forti sensazioni di frutta, mela e pesca in primis e che, pian piano, lascia spazio a note di fiori di geranio, al pomodoro verde. Ma è in bocca che il vino esprime tutta la sua pienezza: fresco, morbido, sapido, con una lunghezza incredibile. È un continuo ritorno, anche dopo molto tempo dall'averlo bevuto, di sensazioni quasi balsamiche.
Due beati faccini pieni e convinti, quasi tre :-) :-)
Colli Trevigiani Verduzzo 2007 Il colore che non t'aspetti: giallo oro, di un giallo caldo, brillante, che ti scalda il cuore solo a vederlo. Un profumo ampio, profondo, raffinato con note vinose che ti avvolgono e ti portano ad assaggiarlo cercando di cogliere anche in bocca le stesse sensazioni. Il primo sorso rivela una grande complessità, con una spiccata sapidità che lo rendono più che piacevole, con un finale lungo lungo. Il secondo sorso ti riempie la bocca e te la lascia gradevolmente pulita. Il terzo sorso… in poche parole un vino più che piacevole, di quelli che vorresti incontrare tutti i giorni. Di quei vini che, stappati alla sera, ti riconciliano anche con le giornate più storte e negative.
Tre beati faccini, pieni e convinti :-) :-) :-)
Maserino Rosso 2005
Taglio bordolese che più bordolese non si può: merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc, in proporzioni decrescenti nell'ordine, che portano ad un vino di grande equilibrio e complessità.
In bocca quello che si dice “un vino con una grande beva”: semplice ed immediato ma, al tempo stesso con una personalità che lo rende non banale. Un vino da pasto, e scusate se è poco, in un panorama di vini che prendono grandissimi voti in degustazione e poi, messi di fronte ad un arrosto o a un piatto di pesce, crollano miserevolmente. Un vino che regge il confronto con più blasonati cugini, che nascono anche a pochi chilometri da qui ma che, alle volte, non hanno neppure lontanamente quella piacevolezza che contraddistingue il Maserino.
Due beati faccini: :-) :-)